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Migrare l'anagrafica clienti nel credito al consumo senza ricopiare niente

Hai anni di clienti in Excel o in un vecchio gestionale. Come li porti dentro un nuovo strumento per la cessione del quinto senza giorni di copia-incolla, senza duplicati e senza perdere il lavoro fatto.

5 min di lettura

Migrare l'anagrafica clienti nel credito al consumo senza ricopiare niente

Chi lavora da anni nella cessione del quinto ha un patrimonio che vale più di qualunque software: la propria rubrica clienti. Centinaia, a volte migliaia di nominativi con storie, recapiti, datori di lavoro, pratiche chiuse e rinnovi in arrivo. Quasi sempre vivono in un foglio Excel cresciuto negli anni, o in un gestionale che si vorrebbe cambiare ma non si cambia mai — perché l'idea di rimettere a mano tutti quei dati ferma chiunque.

È il vero costo nascosto del cambio strumento, e non è tecnico: è il giorno-uomo di copia-incolla che nessuno vuole affrontare. Per questo l'abbiamo trattato come un problema di prodotto, non come una scocciatura da delegare all'onboarding.

Il file è il tuo, non viceversa

Il primo errore di molti strumenti è chiedere che i dati arrivino già nel formato giusto: colonne con i loro nomi, nell'ordine che vogliono loro. Ma la tua rubrica ha le intestazioni che ci hai messo tu dieci anni fa — «Nominativo», «Cell», «Ditta». In SmartCQ scegli il comparto (dipendente pubblico o privato, pensionato, aziende/ATC), scarichi un modello già pronto e ci riversi il tuo file: le colonne le riconosciamo da sole anche se le hai chiamate a modo tuo, e ti lasciamo correggere l'abbinamento prima di procedere. Non sei tu a doverti piegare al tracciato.

Il datore non è un campo di testo, è un'azienda

Nella cessione del quinto il datore di lavoro — o l'ente previdenziale per i pensionati — non è un dettaglio anagrafico: è la controparte che paga la rata. Trattarlo come testo libero significa ritrovarsi «INPS», «I.N.P.S.» e «Inps» come tre enti diversi. In import, l'azienda o l'ente viene creato una volta e agganciato al contatto; se esiste già, lo riconosciamo e lo arricchiamo invece di duplicarlo. Da subito hai la vista per datore, non solo per persona — quella che serve quando una convenzione cambia o un ente pubblico rallenta le delegabilità.

Vedi cosa succederà, prima che succeda

La paura legittima di ogni import è sovrascrivere il lavoro buono con dati vecchi. Qui l'import mostra un'anteprima: quanti contatti verranno creati, quanti arricchiti, quali righe saltate e perché. E riempie solo i campi vuoti — ciò che hai già non viene mai toccato. Persone e aziende già presenti vengono riconosciute e completate, mai duplicate. Niente parte finché non confermi tu.

Da lì in poi, la scheda lavora per te

Migrare i dati è metà del valore. L'altra metà è non doverli più ribattere. Quando scrivi il codice fiscale di un cliente, la scheda si compila da sé — data e luogo di nascita, sesso — e ti avvisa se il codice non torna con nome e cognome o se il carattere di controllo è sbagliato. Il comune lo scegli da un elenco e provincia e CAP arrivano da soli. I campi si adattano a chi hai davanti: a un pensionato chiediamo ente e tipo di pensione, non datore e contratto; a un dipendente pubblico compaiono matricola e ufficio pagatore.

E sui dati che decidono una pratica facciamo un controllo al volo: ti segnaliamo se l'IBAN non è valido, se il documento è scaduto, se il netto supera il lordo, e calcoliamo il quinto cedibile con il margine residuo rispetto a una cessione già in corso. Sono avvisi, non blocchi: la decisione resta tua, ma la sviste costose le intercettiamo prima.

Da dove partire

Se stai valutando di portare la tua rubrica dentro SmartCQ, il percorso guidato per comparto è documentato nella guida all'import dell'anagrafica, e il funzionamento dei controlli sulla scheda è descritto nella guida all'anagrafica. Se invece il tuo gestionale resta la fonte di verità e vuoi solo affiancargli SmartCQ, ne abbiamo scritto qui. Le novità arrivano ogni settimana sul changelog.